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SOSPENSIONE ATTIVITA’ DEGLI UFFICI E DEI VERSAMENTI DEI CARICHI AFFIDATI ALL’AGENZIA DELLA RISCOSSIONE

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Pubblicato da Avv. Marco Gallinaro in DECRETI · 29 Marzo 2020
Come noto con il D.L. 18/2020 (il cosiddetto Decreto Cura Italia) ha introdotto misure di sostegno economico per fare fronte all’emergenza Covid 19.
Dette misure sono andate ad incidere anche sull’attività e sull’operatività degli Enti Impositori (in particolare di Agenzia delle Entrate, Inps e Guardia di Finanza) e dell’Agenzia delle Entrate – Riscossione, determinando altresì la sospensione o la proroga di alcune scadenze ed adempimenti fiscali e contributivi.

Sospensione dell’attività degli Enti Impositori

L’art. 67 del D.L. 18/2020 ha innanzitutto sospeso dall’8 marzo al 31 maggio 2020 i termini delle attività di liquidazione, accertamento e contenzioso da parte degli Enti impositori. In buona sostanza, all’interno di questo lasso di tempo non potranno essere notificati avvisi bonari, comunicazioni di irregolarità, avvisi di accertamento o avvisi di liquidazione né atti impositivi in genere.
Non solo. All’interno del medesimo arco temporale non potranno essere proseguite le attività di verifica né potranno essere intrapresi nuovi controlli.                       
L’Agenzia delle Entrate aveva già anticipato lo stop ai controlli con il comunicato stampa del 12.03.2020 e lo ha confermato con la circolare n. 6/E del 23.03.2020.
Analogo provvedimento era stato adottato anche dalla Guardia di Finanza (circolare del Com. Gen. Guardia di Finanza dell’11 marzo 2020, n. 73943) e dall’Ispettorato Nazionale del Lavoro con la nota n. 2179 dell’11 marzo 2020).
Allo stesso modo, sino al 31 maggio 2020 è stata disposta la sospensione di ogni attività esecutiva e di riscossione da parte di Agenzia delle Entrate – Riscossione che dunque non procederà a notificare cartelle di pagamento né a intraprendere o proseguire le procedure di pignoramento, fermo amministrativo dei veicoli o iscrizioni di ipoteche.
Si precisa che la citata sospensione dei termini non opera per quegli adempimenti che devono essere posti in essere dai contribuenti: almeno a titolo prudenziale, ed in assenza di chiarimenti ufficiali, non risulteranno sospesi i termini per il deposito di chiarimenti o documentazione richiesta con inviti e/o questionari inviati ai sensi degli art. 32 d.P.R. 600/1973 e 51 d.P.R. 633/1972 o il termine per il deposito di osservazioni ai Processi Verbali di Constatazione previsto dall’art. 12 co. 7 della l. 212/2000.
Sempre ai sensi dell’art. 67 del D.L. 18/2020 è sospeso, per l’Agenzia delle Entrate, il termine per fornire risposta alle istanze di interpello ex artt. 11 l. 212/2000, art.6 D.lgs. 128/2015 ed art. 2 D.lgs. 147/2015. Sono infine sospesi i termini per le attività di consulenza di cui agli artt. 3 del D.lgs. 156/2015, art. 7 co. 2 D.lgs. 128/2015, art. 1 bis D.L. 50/2017, artt. 31 ter e 31 quarter d.P.R. 600/1973 ed art. 1, co. 37-43 L. 190/2014.
A fronte di tali sospensioni va tuttavia segnalata la proroga di due anni dei termini di prescrizione e di decadenza relativi all’attività degli Enti Impositori: in buona sostanza, Agenzia delle Entrate ed Enti Locali avranno a disposizione ulteriori due anni per notificare gli avvisi di accertamento e gli altri atti impositivi in scadenza nel corso del 2020 che, pertanto, potranno essere notificati sino al 31.12.2022.
Detta proroga, sulla cui legittimità costituzionale sussistono numerosi dubbi, non trova applicazione con riferimento agli atti degli enti di previdenza ed assistenza (INPS, INAIL etc.).
La proroga stessa non trova applicazione nemmeno con riferimento alle cartelle di pagamento emesse da Agenzia Entrate – Riscossione e Riscossione Sicilia S.p.A.: ne consegue che non risultano prorogati nemmeno i termini per notificare gli esiti di controlli automatizzati e controlli formali ex artt. 36 bis e 36 ter d.P.R. 600/1973.



Sospensione dei termini di versamento dei carichi affidati all’Agente della Riscossione
Il successivo art. 68 del Decreto Cura Italia prevede la sospensione dei termini per i versamenti in scadenza nel periodo tra l’8 marzo ed il 31 maggio 2020.
I pagamenti oggetto di sospensione dovranno essere effettuati, in unica soluzione, entro il 30.06.2020.
Nonostante l’apparentemente ampia formulazione della norma, tuttavia, la sospensione in oggetto non ha portata generale ma si applica solo a determinate tipologie di atti.
Sul punto occorre fare chiarezza.

Sono sospesi i pagamenti in scadenza nel periodo tra l’8 marzo ed il 31 maggio relativi a:

  • Cartelle di pagamento: in questo caso non importa se il debito iscritto a ruolo abbia natura tributaria o non tributaria (sanzioni amministrative, contributi, diritti camerali, etc.) né quale sia l’Ente Impositore (Agenzia Entrate, Enti Locali, INPS);
  • Avvisi di accertamento emessi dagli Enti Locali ai sensi dell’art. 1 co. 792 L. 160/2019;
  • Avvisi di accertamento emessi ai sensi dell’art. 29 del D.L. 78/2010 dall’Agenzia delle Entrate unicamente se già affidati all’Agente della Riscossione.
Con la circolare n. 5/E del 20.03.2020 l’Agenzia delle Entrate ha fornito infatti un’interpretazione irragionevolmente restrittiva della norma in commento chiarendo come la sospensione sino al 31 maggio operi soltanto qualora il carico tributario sia già stato affidato all’Agente per la Riscossione e, dunque, per i quali sia decorso inutilmente il termine per proporre ricorso e per i quali il contribuente abbia richiesto all’Agente della Riscossione medesimo una dilazione di pagamento.
  • Avvisi di addebito INPS emessi ai sensi dell’art. 30 D.L. 78/2010, ossia quelli con cui vengono recuperati i contributi previdenziali non versati, sia per evasione contributiva che per omesso versamento;
  • Ingiunzioni di pagamento emesse dagli Enti Locali;
  • Avvisi di accertamento esecutivi emessi dall’Agenzia delle Dogane;

Alla luce della citata circolare n. 5/E dell’Agenzia delle Entrate non rientrano invece nella sospensione sino al 31 maggio 2020 i versamenti derivanti da:

  • Acquiescenza ex art. 15 D.lgs. 218/1997 (ossia avvisi di accertamento per i quali il contribuente abbia deciso di non proporre ricorso e beneficiare della riduzione ad 1/3 delle sanzioni);
  • Definizione agevolata delle sanzioni ex art. 17 D.lgs. 472/1997.

In questi casi troverà tuttavia applicazione la (più breve) sospensione sino al 15 aprile 2020 dei termini per proporre ricorso prevista dall’art. 83 del D.L. Cura Italia: detto altrimenti, posto che i pagamenti per acquiescenza e definizione agevolata delle sanzioni devono essere effettuati “entro il termine per proporre ricorso”, la sospensione sino al 15 aprile del termine stesso disposto dall’art. 83 determina altresì lo slittamento in avanti del termine per detti pagamenti.

Sono, inoltre, esclusi dalla sospensione sino al 31 maggio 2020 tutti gli atti ed i versamenti in genere non espressamente menzionati dal D.L. 18/2020 ed in particolare:

  • versamenti da avvisi bonari e comunicazioni di irregolarità;
  • atti di contestazione ex art. 16 D.lgs. 472/1997;
  • avvisi di liquidazione ed avvisi di accertamento relativi ad imposta di registro.




Sono altresì esclusi dalla sospensione i versamenti dovuti in base alle rateazioni derivanti da:

  • accertamento con adesione;
  • mediazione tributaria;
  • conciliazione giudiziale.


Proroga dei versamenti derivanti dal D.L. 119/2018 (cosiddetta “pace fiscale”)

Si segnala, infine, il differimento al 31.05.2020:

  • della rata in scadenza il 28.02.2020 della rottamazione dei ruoli ex artt. 3 e 5 D.L. 119/2018 (cosiddetta “rottamazione ter”);
  • della rata in scadenza il 31.03.2020 della procedura di “saldo e stralcio” di cui all’art. 1 co. 190 della l. 145/2018.

Inspiegabilmente, nessuna proroga o sospensione è stata invece disposta per gli altri versamenti di cui alla “pace fiscale” (definizione delle liti pendenti, adesione al PVC, adesione agli avvisi di accertamento).

Avv. Marco Gallinaro




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